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I biosimilari — farmaci biologici equivalenti, prodotti dopo la scadenza brevettuale — hanno consentito al SSN italiano risparmi superiori a 1,5 miliardi di euro nel triennio 2022-2024, secondo il rapporto OsMed di AIFA.
Le aree più impattate
- Anti-TNF (infliximab, adalimumab, etanercept) per artrite reumatoide e MICI
- G-CSF (filgrastim) in oncologia
- Eritropoietine per anemia da insufficienza renale
- Trastuzumab e rituximab oncologici
Il dibattito sull'equivalenza
Inizialmente accolti con scetticismo da medici e pazienti, i biosimilari hanno dimostrato in oltre 12 anni di sorveglianza post-marketing una piena equivalenza clinica e di sicurezza rispetto agli originator.
I pazienti ne beneficiano?
I risparmi del SSN si traducono in: maggiore accesso alle terapie biologiche, anticipo della linea terapeutica per pazienti con malattie infiammatorie croniche, maggiori risorse per cure innovative. La sfida è informare i pazienti e contrastare la disinformazione su forum e social.



