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- Garattini critica l'ema per non confrontare i nuovi farmaci con quelli esistenti.
- Il 40% dei tumori è evitabile con la prevenzione primaria.
- Investimento pubblico di 1 miliardo per i farmaci orfani proposto da Garattini.
Un Sistema Farmaceutico Sbilanciato?
Il professor Silvio Garattini si è recentemente espresso su tematiche vitali relative al sistema farmacologico odierno attraverso vari interventi pubblici. Leader indiscusso della scena italiana e fondatore dell’Istituto Mario Negri, ha portato alla luce questioni fondamentali, suggerendo che gli interessi finanziari dominino sulla salvaguardia della salute collettiva. La franchezza delle sue osservazioni emerge chiaramente dalle numerose piattaforme utilizzate – dalle trasmissioni televisive ai festival dedicati alla cultura – evidenziando un panorama caratterizzato da molteplici criticità associate agli attuali sistemi regolatori.
Un elemento centrale nelle sue argomentazioni riguarda la modalità attraverso cui vengono autorizzati nuovi medicinali; infatti, secondo quanto affermato dallo stesso Garattini, l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) stabilisce criteri basati su qualità ed efficacia ma tralascia uno degli aspetti più rilevanti: quello del raffronto diretto tra nuove opzioni terapeutiche e quelle già disponibili sul mercato. Tale omissione complica notevolmente la scelta del trattamento più idoneo da parte dei medici nei confronti clinici con i propri pazienti.
Il professore sottolinea come, in assenza di dati comparativi, la scelta del farmaco diventi quasi casuale, favorendo gli interessi dell’industria farmaceutica, il cui obiettivo primario è il profitto.
Garattini non esita a definire le farmacie come “bazar”, luoghi in cui si vendono prodotti di dubbia efficacia, come integratori e cosmetici senza base scientifica, a discapito della salute dei cittadini. Questa commercializzazione eccessiva, secondo il professore, è una deriva preoccupante che allontana le farmacie dalla loro funzione primaria di presidi sanitari.
Prevenzione e Stili di Vita: La Chiave per una Salute Migliore
Un altro tema centrale affrontato da Garattini è la prevenzione. Il professore insiste sull’importanza di adottare stili di vita sani per ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche come il diabete di tipo 2 e il cancro. Secondo le sue stime, il 40% dei tumori è evitabile attraverso la prevenzione primaria, che include una dieta equilibrata, attività fisica regolare e l’eliminazione di abitudini dannose come il fumo e l’eccessivo consumo di alcol.
Garattini critica anche la mancanza di educazione sanitaria nelle scuole, che contribuisce alla diffusione di fake news e complottismi. A suo avviso, è fondamentale che i cittadini siano informati sui principi base della salute e della medicina per poter fare scelte consapevoli e responsabili. Il professore denuncia anche la tendenza dei medici a prescrivere un numero eccessivo di farmaci per difendersi da possibili accuse, una pratica che definisce “medicina difensiva”.
Un aspetto particolarmente interessante sollevato da Garattini riguarda le differenze di genere nella farmacologia. Il professore evidenzia come molti farmaci siano studiati prevalentemente su uomini, mentre le donne ricevono spesso gli stessi farmaci, nonostante le differenze fisiologiche e metaboliche. Questa pratica, secondo Garattini, è teoricamente illegale e potrebbe esporre i medici a rischi legali. Lo stesso discorso vale per i bambini, che vengono spesso trattati come “piccoli adulti”, senza tenere conto delle specificità del loro metabolismo in fase di sviluppo.

- Garattini illumina un problema cruciale: la salute dovrebbe essere......
- Profitti vs. salute: un dilemma etico che mina......
- E se il vero problema fosse l'eccessiva medicalizzazione......
Il Problema dei Farmaci Orfani e l’Accesso alla Salute
Lamentando una sottovalutazione persistente dei farmaci orfani, Garattini solleva questioni cruciali riguardanti i trattamenti destinati alle patologie rare. Secondo le sue analisi, il margine ridotto o assente sul profitto porta le case farmaceutiche ad evitare investimenti significativi nella fase della ricerca e sviluppo, infrangendo così un principio fondamentale: il diritto alla salute previsto dalla Costituzione italiana. Per porre rimedio a questa situazione insostenibile, suggerisce con convinzione un investimento pubblico pari a un miliardo di euro da distribuire tra venti fondazioni dedite esclusivamente allo studio dei farmaci orfani; ciò assicurerebbe ai pazienti affetti da queste malattie l’accesso ad opzioni terapeutiche non solo efficaci ma anche economicamente sostenibili.
Inoltre, il professor Garattini commenta i recenti sviluppi riguardanti i medicinali antiobesità come l’Ozempic. Questi farmaci nascono originariamente nel contesto della terapia diabetica, ma evidenziano sia opportunità promettenti sia potenziali problematiche significative. Se è vero che possono supportare una diminuzione del peso corporeo, dall’altro lato portano con sé rischi associati all’apparato gastrointestinale e ci sono segnali indicativi del fatto che un’interruzione della terapia spesso conduce al ripristino dei chili persi. Nel suo discorso finale su questo tema delicato, sottolinea in maniera inequivocabile quanto continui ad essere prioritaria una strategia fondata sulla limitazione delle calorie consumate unitamente all’incremento dell’attività fisica quotidiana per affrontare realmente il problema dell’obesità.
Verso un Futuro Farmaceutico Più Etico e Sostenibile: Una Riflessione Necessaria
Le osservazioni espresse da Silvio Garattini devono essere considerate come un avvertimento serio per il mondo scientifico e gli organi decisionali. Egli chiama all’azione verso uno schema farmaceutico improntato all’etica e alla sostenibilità, ponendo al centro la salute dei cittadini, piuttosto che le ragioni del profitto. Questo richiamo invita a riflettere in maniera critica sul compito della medicina nell’attuale contesto sociale. L’approccio suggerito da Garattini, incentrato su prevenzione, educazione alla salute e terapia personalizzata, si presenta come una proposta audace ma imprescindibile per assicurare un domani più salubre ed equo per tutti.
Innovazione Farmaceutica e Business Case: Un Equilibrio Delicato
Carissimi lettori, fermiamoci a ponderare sulle osservazioni formulate finora. Nel panorama dell’innovazione farmacologica, la creazione di un business case efficace deve necessariamente contemplare una rigorosa analisi sull’impatto sociale degli stessi medicinali. L’innovazione va oltre il semplice sviluppo di nuove molecole; essa implica interrogarsi su temi quali l’accessibilità ai farmaci, la giustizia nella loro distribuzione e la loro sostenibilità nel tempo. È essenziale riconoscere che qualsiasi nuova terapia debba realmente apportare miglioramenti dal punto di vista terapeutico piuttosto che risultarne benefici esclusivamente le casse aziendali.
In una dimensione ulteriormente evoluta della nostra discussione finale vorrei evidenziare come il progresso nell’ambito farmacologico richieda urgentemente un approccio interdisciplinare: quello capace cioè d’unire ricerca fondamentale con pratica clinica e problematiche legate alla farmacoeconomia ed etica professionale. Solo così possiamo definire veramente innovativa quella proposta capace d’offrire vantaggio a tutte le parti interessate – dai pazienti ai fornitori fino alla comunità intera. È questo quindi il momento opportuno per scardinare le convinzioni consolidate ed adottare visioni ampie rafforzando al contempo le sinergie fra i principali attori nel campo della salute pubblica.
È necessario riflettere attentamente su un tema cruciale: quali azioni possiamo adottare nella nostra vita quotidiana per favorire l’emergere di un sistema farmaceutico non solo più etico ma anche sostenibile? In che modo noi, come cittadini, pazienti o operatori sanitari, possiamo assumerci le responsabilità necessarie? Le risposte che troveremo a queste questioni possiedono la potenzialità di influenzare significativamente la direzione futura della medicina e della salute pubblica.








