E-Mail: [email protected]
- Il Tar annulla circolare Aifa su quota dello 0,65% per i grossisti.
- Riduzione del 5% del prezzo al pubblico di oltre 400 medicinali.
- Aifa condannata a versare 2.500 euro di spese legali a Doc Generici.
Il Tar Contro Aifa e il Governo
L’attuale panorama del settore farmaceutico italiano si presenta fortemente turbato a causa di una concatenazione di scelte giuridiche ed operazioni finanziarie che stanno compromettendo seriamente le dinamiche esistenti tra produttori, distributori ed il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Una significativa svolta nella vicenda è stata rappresentata dalla recente pronuncia emessa dal TAR laziale, la quale ha disposto l’annullamento di una circolare emanata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa); questo evento ha dato vita ad un acceso confronto circa le prerogative dell’agenzia nonché sulla allocazione delle risorse nell’ambito sanitario.
La decisione assunta dal TAR – resa nota in data 2 febbraio 2026 – ha conseguentemente vanificato gli sforzi da parte dello Stato tesi a supportare i grossisti tramite imposizioni fiscali sui produttori stessi. Questo provvedimento colpisce anche coloro dediti alla produzione dei medicinali generici. I magistrati hanno constatato come l’Aifa avesse oltrepassato i confini delineati dalle proprie attribuzioni legali; ciò contrasta nettamente con quanto sancito dall’articolo 23 della nostra Costituzione relativa alla protezione della proprietà privata. Tale pronuncia sottolinea carenze significative sia negli aspetti pratici sia nelle modalità adottate: infatti è stata rilevata la presenza tanto di norme ambigue quanto d’interpretazioni discutibili.
Sotto accusa è finito anche il ruolo ricoperto da Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, accusato dai detrattori per aver avallato misure definite illegittime dal TAR stesso. I magistrati hanno stabilito che l’Aifa ha implementato un prelievo patrimoniale sui produttori dei medicinali generici in assenza di un fondamento giuridico, modificando così i rapporti economici fra le entità private e ridefinendo le proporzioni relative all’intera filiera. Nel contesto di un libero mercato, è compito dello stato supportare segmenti strategici come la distribuzione intermedia del farmaco; tuttavia, tale supporto deve avvenire mediante strumenti fiscali ed agevolazioni piuttosto che tramite l’imposizione di trasferimenti obbligatori di risorse tra attori privati.
L’Impatto sui Grossisti e la Reazione dell’Industria
Parallelamente alla battaglia legale, i grossisti farmaceutici si trovano ad affrontare nuove sfide economiche. La delibera dell’Aifa dell’8 gennaio 2026, che ha ridotto del 5% il prezzo al pubblico di oltre 400 medicinali rimborsati dal SSN, ha messo sotto pressione i fatturati e gli utili del comparto. Le associazioni di categoria, Adf e Federfarma Servizi, hanno lanciato un allarme, sottolineando che la riduzione dei prezzi ha comportato la svalutazione delle giacenze di magazzino dei grossisti, costretti a vendere sottocosto.
In una lettera congiunta inviata alle industrie del farmaco, Adf e Federfarma Servizi hanno chiesto un “indennizzo” sui medicinali interessati dalla delibera dell’Aifa, almeno per gli ordini effettuati a dicembre 2025. Tuttavia, la risposta dell’industria è stata tiepida, con pochi produttori disposti a “conguagliare” le perdite dei distributori. La situazione è ulteriormente complicata dal contenzioso sull’extramargine dello 0,65%, con il Tar Lazio chiamato a esprimersi su un ricorso presentato da alcune aziende del generico contro la Manovra 2025. Di fronte a queste incertezze, diversi distributori hanno dovuto rivedere i tariffari praticati alle farmacie, aumentando i costi per i servizi di consegna urgente e introducendo nuove “fee”. Farmacentro, ad esempio, ha aumentato il contributo mensile base a carico delle farmacie socie per la copertura dei costi logistici. Secondo Marco Mariani, direttore generale di Farmacentro, le aziende della distribuzione intermedia hanno subito un’esplosione dei costi negli ultimi anni, con aumenti significativi del costo del lavoro, della movimentazione delle merci, dell’energia, dei trasporti e del costo del denaro.

La Sentenza del Tar e le Sue Implicazioni
La delibera del TAR del Lazio ha statuito l’invalidità della circolare Aifa che assegnava ai grossisti la percentuale dello 0,65% della quota di spettanza sui farmaci generici, stabilendo che la regolamentazione di bilancio del 2025 è valida unicamente per i farmaci “originator”.
Il Tribunale ha accolto l’istanza della società Doc Generici S.r.l., revocando la circolare Aifa del 7 aprile 2025 e una serie di disposizioni successive che avevano ridotto la percentuale destinata alle aziende farmaceutiche a beneficio della distribuzione.
La disputa verteva sull’interpretazione dell’articolo 1, commi 324-325, della Legge di Bilancio 2025 (n. 207/2024), la quale aveva ridefinito le quote di spettanza sul prezzo al pubblico dei farmaci di classe A, a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
A giudizio della magistratura, l’interpretazione letterale della normativa è chiara: il comma 324 stabilisce la percentuale dell’industria al 66%, cifra applicabile esclusivamente ai farmaci originator, dato che per i generici la percentuale è già fissata per legge al 58,65%.
Il riferimento alle “specialità medicinali appartenenti alla classe A” deve dunque essere inserito nel contesto della parte precettiva della norma, che indica numericamente il 66%.
Il Tar ha, inoltre, respinto le obiezioni di inammissibilità presentate dall’Aifa, riconoscendo che la circolare aveva effetti vincolanti e pregiudizievoli per le imprese.
Di conseguenza, la sentenza dichiara nulla la circolare Aifa del 7 aprile 2025, nella parte in cui prevedeva il trasferimento dello 0,65% ai grossisti per i farmaci generici.
Vengono annullate anche le determinazioni Aifa relative ai medicinali di Doc che applicavano tale disposizione.
Viene altresì revocato il parere del Ministero della Salute che aveva sostenuto l’interpretazione dell’Aifa.
L’Aifa stessa è stata condannata al versamento di 2.500 euro a titolo di spese legali a favore di Doc Generici.
Verso un Nuovo Equilibrio nel Settore Farmaceutico?
L’intricata questione riguardante Aifa, il governo e gli operatori del settore dei medicinali solleva domande importanti sulla sistemazione governance nell’ambito farmacologico italiano. La recente decisione del Tar segna un potenziale cambiamento significativo, ma non risolve interamente le problematiche esistenti. Sarà interessante osservare come reagiranno le autorità competenti e se vi sarà l’introduzione di una nuova legislazione correttiva capace di definire chiaramente i confini della misura adottata. L’importanza della questione è notevole: garantire l’accesso a medicinali a costi contenuti, mantenere la competitività dell’industria dei farmaci ed assicurare la salute duratura del sistema sanitario pubblico.
I progressi nel campo farmacologico assieme alle opportunità economiche correlate rappresentano un campo ricco di contenziosi giuridici oltre che conflitti economici. Una considerazione basilare da ricordare è che ogni intervento normativo o gestionale all’interno dell’ambito dei medicinali incide su tutti i soggetti coinvolti; dai produttori agli intermediari commerciali sino ad arrivare agli utenti finali rappresentati dai pazienti. I business case nel campo farmaceutico si configurano come successi se riescono a mantenere fragili equilibri, abbracciando soluzioni sostenibili per ogni parte interessata.
L’innovazione nell’industria farmacologica trascende il semplice atto di sviluppare nuovi medicinali; si estende all’ideazione di modelli imprenditoriali rivoluzionari, capaci non soltanto di rendere più efficiente la distribuzione, ma anche di ottimizzare l’accessibilità attraverso significative riduzioni dei costi. Tecnologie come la digitalizzazione, la telemedicina e la personalizzazione terapeutica rappresentano vie promettenti verso il traguardo dell’efficienza sanitaria.
Nel panorama attuale, dove le risorse scarseggiano mentre aumentano le necessità sanitarie emergenti, diventa cruciale bilanciare il rispetto della proprietà intellettuale con la spinta alla concorrenza, oltre ad assicurare una disponibilità globale dei medicinali. La narrativa esaminata mette in evidenza come il governo dell’ambito farmacologico costituisca un’impresa intrinsecamente complessa, necessitando pertanto credenze chiare e un confronto reciproco fra tutte le parti coinvolte.








