E-Mail: [email protected]
- Solo un terzo dei 220 pazienti riceve supporto nutrizionale.
- Campagna 'Più Crohnsapevoli' per formare gastroenterologi sulla nutrizione.
- Approccio multidisciplinare: gastroenterologo, dietista e paziente insieme.
Recenti ricerche mettono in luce che determinate scelte alimentari possono non solamente favorire il prolungamento della remissione nella malattia stessa ma anche provocare effetti positivi paragonabili all’uso dei farmaci biologici. Tuttavia, uno studio effettuato su 220 pazienti italiani, affetti dalla malattia di Crohn, ha rivelato un dato preoccupante: soltanto un terzo dei partecipanti riceve l’indirizzamento verso specialisti nutrizionisti. Questo fatto mette in evidenza una notevole insufficienza nel modello terapeutico multidisciplinare attualmente applicato.
È cruciale esaminare il legame che intercorre tra alimentazione, stati d’ansia e la percezione generale della qualità della vita per questi pazienti. Le ambiguità legate alle corrette pratiche alimentari creano uno stato d’incertezza considerevole che si traduce in stress emotivo significativo; ciò incide negativamente sullo stato psicologico globale delle persone colpite dalla patologia, oltreché sulla loro qualità dell’esistenza quotidiana. Perciò risulta essenziale adottare strategie nutrizionali personalizzate sotto la supervisione attenta ed esperta dei professionisti del settore.
‘Più Crohnsapevoli’: Una Campagna per Sensibilizzare e Formare
Per affrontare una consapevolezza sempre più diffusa nel settore sanitario, ha visto la luce la campagna ‘Più Crohnsapevoli – Per una nutrizione consapevole’, sostenuta da Modulen, un prodotto alimentare a fini medici speciali sviluppato da Nestlé Health Science. Questa iniziativa consiste nell’organizzazione di corsi formativi destinati ai gastroenterologi impegnati nella cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), attraverso una sinergia con Ig-Ibd (Italian Group for the Study of Inflammatory Bowel Disease). La finalità principale risiede nel creare coscienza tra i professionisti del settore sulla rilevanza della nutrizione quale elemento fondamentale del percorso terapeutico, mirato a ottimizzare sia gli esiti clinici sia il benessere generale dei pazienti.
L’iniziativa si sviluppa su vari territori nazionali italiani e offre ai gastroenterologi un’occasione unica per ampliare il proprio sapere riguardo alle metodologie alimentari più adatte alla gestione della malattia crohniana. La concentrazione dell’intervento educativo verte sulla necessità di adottare strategie personalizzate che rispondano alle esigenze particolari e alle peculiarità individualizzate dei singoli pazienti.
L’iniziativa ha come obiettivo primario quello di trasmettere ai pazienti dettagli precisi e a portata di mano, sottolineando la rilevanza della nutrizione e il contributo essenziale del dietista all’interno del processo terapeutico.
- Ottimo articolo! Finalmente si sottolinea l'importanza della nutrizione......
- Sono preoccupato, solo un terzo dei pazienti riceve supporto nutrizionale......
- E se la vera innovazione fosse nell'ascolto del paziente...? 🧐...
L’Approccio Multidisciplinare: Gastroenterologo, Dietista e Paziente
L’ottimizzazione della gestione della malattia di Crohn implica necessariamente una collaborazione interdisciplinare che vede come protagonisti non solo il gastroenterologo ma anche un dietista esperto insieme al paziente stesso. Compito fondamentale del gastroenterologo è quello di identificare correttamente la patologia, seguirne l’andamento nel tempo ed elaborare le terapie farmacologiche più indicate per ciascun caso specifico. Dall’altra parte abbiamo poi la figura del dietista; quest’ultimo si dedica alla creazione di uno schema nutrizionale su misura per ogni individuo, tenendo in considerazione i bisogni alimentari specifici del soggetto trattato, come pure gusti personali e possibili intolleranze o allergie alimentari. Infine, c’è da sottolineare quanto sia essenziale l’attivismo del paziente nel suo cammino verso la salute: egli deve interagire in maniera proattiva con gli specialisti affinché possa rispettosamente seguire tutte le raccomandazioni impartite.
Nell’ambito di questo approccio multidimensionale risalta come elemento fondamentale una soddisfacente comunicazione. È imperativo che ci sia un dialogo fluido tra i diversi professionisti sanitari coinvolti: infatti, tanto lo specialista in gastroenterologia quanto quello dedicato all’alimentazione sono tenuti a lavorare insieme in modo coeso, così da realizzare una strategia terapeutica sinergica che abbracci gli aspetti medicamentosi oltre a quelli nutritivi afferenti alla condizione patologica.
È fondamentale che il paziente riceva informazioni dettagliate e trasparenti riguardo alle molteplici suddette possibilità terapeutiche, così come il significativo ruolo attivo che gli spetta nella gestione del proprio processo di guarigione.

Verso un Futuro di Cura Personalizzata e Consapevole
La campagna ‘Più Crohnsapevoli’, in conclusione, costituisce un rilevante progresso verso una maggiore comprensione dell’importanza cruciale che la nutrizione riveste nel trattamento della malattia di Crohn. Quest’iniziativa si propone di superare un notevole deficit nell’ambito dell’approccio terapeutico multidisciplinare, offrendo ai professionisti del settore sanitario e agli stessi pazienti gli strumenti necessari nonché le competenze indispensabili per gestire questa condizione con maggiore efficacia e consapevolezza. Il traguardo auspicato è quello di elevare la qualità della vita degli interessati, permettendo loro di condurre un’esistenza ricca e attiva pur convivendo con tale afflizione.
Riflessioni sull’Innovazione Farmaceutica e i Business Case Correlati
Cari lettori, prendiamoci un momento per riflettere. L’innovazione farmacologica va oltre la mera scoperta delle nuove molecole. Attualmente, un caso aziendale nel settore farmacologico deve contemplare l’associazione con metodologie terapeutiche addizionali come la nutrizione stessa; quest’ultima è fondamentale per massimizzare i risultati clinici e accrescere il benessere complessivo dei pazienti. Tale strategia olistica segna una vera e propria rivoluzione nell’approccio alla gestione delle patologie croniche.
Un elemento chiave riguardante l’innovazione in campo farmacologico – sebbene sia un’idea fondamentale – consiste nella visione del paziente quale essere unico; ognuno ha necessità specifiche che trascendono il mero atto del trattamento farmacologico. Una dimensione più avanzata della discussione sull’innovazione nel contesto biofarmaceutico implica anche lo sviluppo imperativo d’infrastrutture economiche che promuovano interazioni proficue tra vari esperti in ambito sanitario. Ciò garantisce così una strategia terapeutica davvero personalizzata ed integrativa.
Cerchiamo di analizzare in che modo possiamo favorire la creazione di un avvenire in cui la cura sia più sostenuta dalla consapevolezza e si orienti verso il benessere del paziente.








