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- Aifa autorizza importazione farmaci analoghi per carenza Nexobrid da novembre 2025.
- Ospedale Niguarda usa 13.000 cm² di cute in una settimana.
- Regione Lombardia monitora tessuti con nuovo sistema informativo digitale.
Nel panorama farmaceutico italiano, emerge una criticità riguardante la disponibilità del farmaco Nexobrid, essenziale nel trattamento delle ustioni. Questo medicinale, utilizzato anche per curare i giovani coinvolti nell’incendio di Crans-Montana, figura nell’elenco dei farmaci carenti stilato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). A novembre 2025, l’AIFA ha concesso alle strutture sanitarie l’autorizzazione all’importazione di farmaci analoghi, evidenziando la gravità della situazione.
Il Nexobrid, distribuito in Italia da Mediwound Germany, pur essendo un prodotto dell’azienda israeliana Mediwound, viene offerto in due diverse concentrazioni e la spesa per entrambi è completamente sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale. Autorizzato nell’Unione Europea dal 2012, il suo impiego è vincolato alla prescrizione medica e riservato a operatori sanitari specializzati in centri ustioni. L’AIFA segnala la “cessata commercializzazione definitiva” del dosaggio da 2 grammi a partire da ottobre 2025, mentre per il dosaggio da 5 grammi si riscontrano “problemi produttivi”. Di conseguenza, il 21 novembre 2025, l’AIFA ha autorizzato l’importazione di farmaci analoghi dall’estero.
Questa misura, adottata in situazioni estreme in cui mancano alternative terapeutiche valide sul mercato italiano, interessa circa 300 farmaci su oltre 3.000 carenti. Il componente primario del Nexobrid è la bromelina, un enzima estratto dal fusto dell’ananas. La bromelina agisce sciogliendo le proteine danneggiate nei tessuti ustionati, facilitando la rimozione dell’escara in poche ore.
Nonostante la carenza di Nexobrid, esistono alternative terapeutiche. Steven Paul Nisticò, ordinario di Dermatologia alla Sapienza Università di Roma, sottolinea che “esistono alternative sia chirurgiche sia farmacologiche”. La chirurgia permette la rimozione dell’escara, sebbene in tempi più lunghi rispetto al Nexobrid e talvolta richiedendo l’anestesia. Sono altresì disponibili medicinali contenenti enzimi proteolitici differenti dalla bromelina, come la collagenasi.
L’appello per le donazioni di pelle e la situazione dei pazienti di Crans-Montana
L’ospedale Niguarda di Milano, dove sono ricoverati 11 ustionati dell’incendio di Crans-Montana, ha lanciato un appello per incrementare le donazioni di pelle. In una sola settimana, sono stati utilizzati _13.000 centimetri quadrati di cute_ provenienti dalla “Banca dei tessuti” per coprire le ferite di quattro pazienti, riducendo il rischio di infezioni e favorendo la rigenerazione della pelle.
Attualmente, l’ospedale dispone di 50.000 centimetri quadrati di pelle conservati a meno 80 gradi, ma le scorte necessitano di essere costantemente rifornite. L’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, ha sottolineato l’importanza di aumentare le donazioni, evidenziando che, nonostante la crescita delle donazioni di organi e cornee, quelle di tessuti sono diminuite di un quarto.
La Regione Lombardia si impegna a potenziare il sistema di donazione, fondendo il meccanismo di raccolta del sangue con quello delle cellule e dei tessuti in un unico ambiente digitale per assicurare la piena tracciabilità. Un nuovo sistema informativo monitorerà ogni frammento di tessuto dal prelievo al letto del paziente. Inoltre, si prevede l’attivazione dei percorsi di donazione di organi e tessuti nelle strutture sanitarie private accreditate, trasformando gli ospedali non centri di trapianto in nodi attivi della rete.
L’esito clinico per i degenti nei reparti di terapia intensiva, semi-intensiva e presso il centro ustioni rimane incerto. Diversi pazienti presentano condizioni critiche, derivanti sia dalle ustioni stesse che dai danni polmonari dovuti all’inalazione di fumo, circostanze che richiedono il supporto della ventilazione meccanica. Occorreranno settimane, e in alcuni casi mesi, prima che si possa considerare i pazienti al di fuori di un rischio immediato. Tra i ricoverati, la maggior parte sono minorenni, ad eccezione di due donne di 29 e 55 anni.

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Analisi delle ustioni e disponibilità di risorse
Maurizio Governa, direttore di Chirurgia plastica e centro grandi ustionati dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, ha paragonato la situazione dei pazienti di Crans-Montana a quella dei sopravvissuti all’incidente del bus ungherese del 2017. Governa ha spiegato come la “Regola del 9 di Lund e Browder” viene utilizzata per valutare l’estensione delle ustioni, suddividendo il corpo in aree che rappresentano una percentuale della superficie totale della pelle.
Secondo Governa, la diagnosi infausta non dipende da una regola assoluta, ma dalla valutazione di diversi fattori clinici, tra cui la profondità delle ustioni, le zone coinvolte, l’ingiuria alle funzioni vitali e lo stato di salute generale del paziente. In caso di interessamento del viso e del collo, la prognosi può essere più severa a causa del rischio di compromissione delle vie aeree.
Governa ha confermato che il suo centro dispone di bromelina, un gel di enzimi proteolitici utilizzato per rimuovere il tessuto necrotico dalle ustioni. A differenza degli Stati Uniti, in Europa e in Italia non esiste un Piano nazionale per le grandi emergenze di massa con ingenti scorte di questo farmaco. Tuttavia, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha deciso di mantenere una piccola provvista di bromelina per trattare una decina di pazienti in contemporanea.
Il Centro Grandi Ustionati dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona è un’eccellenza a livello europeo e funge da centro di formazione per sanitari provenienti da altri centri ustioni europei. Governa ha espresso la disponibilità del suo centro ad aiutare i colleghi di Milano, se necessario, nonostante i suoi 8 letti siano attualmente occupati con pazienti con ustioni estese.
Prospettive Future e Riflessioni sull’Innovazione Farmaceutica
La vicenda dell’incendio di Crans-Montana ha messo in luce diverse criticità nel sistema sanitario italiano, dalla carenza di farmaci essenziali come il Nexobrid alla necessità di incrementare le donazioni di pelle. La risposta delle istituzioni e dei professionisti sanitari, tuttavia, dimostra la resilienza e la capacità di adattamento del sistema di fronte a situazioni di emergenza.
Un aspetto fondamentale da considerare è l’importanza dell’innovazione farmaceutica e della ricerca di alternative terapeutiche. La bromelina, ad esempio, rappresenta un’innovazione significativa nel trattamento delle ustioni, offrendo un’alternativa meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. Tuttavia, la sua carenza evidenzia la necessità di investire in ricerca e sviluppo per garantire la disponibilità di farmaci essenziali.
_Innovazione farmaceutica di base:_ La bromelina, estratta dall’ananas, è un esempio di come la natura possa offrire soluzioni terapeutiche innovative. La sua capacità di rimuovere selettivamente il tessuto necrotico dalle ustioni rappresenta un passo avanti significativo rispetto ai metodi tradizionali.
_Innovazione farmaceutica avanzata:_ Lo sviluppo di sistemi di tracciabilità digitale per i tessuti donati, come quello implementato dalla Regione Lombardia, rappresenta un’innovazione avanzata che garantisce la sicurezza e l’efficacia delle terapie. Questo sistema permette di monitorare ogni frammento di tessuto dal prelievo al letto del paziente, riducendo il rischio di errori e migliorando la gestione delle risorse.
Riflettiamo: quanto siamo preparati ad affrontare emergenze sanitarie di questa portata? Quali investimenti sono necessari per garantire la disponibilità di farmaci essenziali e per promuovere l’innovazione farmaceutica? La tragedia di Crans-Montana ci invita a una riflessione profonda sul nostro sistema sanitario e sulla necessità di investire in ricerca, sviluppo e formazione per proteggere la salute dei cittadini.








