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- Farmacie in prefabbricati inadeguati: attese di oltre un'ora al freddo.
- Barletta: farmacia aperta solo 3 giorni a settimana, disagi enormi.
- Dal 2024 nessuna soluzione nonostante le promesse.
Oggi, 24 febbraio 2026, la situazione delle farmacie ospedaliere e territoriali in Italia solleva interrogativi urgenti sulla dignità e l’efficienza del servizio sanitario nazionale. Le testimonianze dirette dei pazienti e le interrogazioni politiche evidenziano criticità inaccettabili, che mettono a rischio la salute e il benessere dei cittadini.
Strutture inadeguate e disagi logistici
In diverse realtà, come quella descritta da un lettore riguardo a una farmacia ospedaliera, i pazienti si trovano ad affrontare condizioni ambientali degradanti. La farmacia, situata in un prefabbricato, si trasforma in un pantano quando piove, costringendo anziani e persone con patologie invalidanti a superare ostacoli fisici per accedere alle cure. Questa situazione, di per sé inaccettabile, si aggrava ulteriormente considerando che molti farmaci richiedono una conservazione a temperatura controllata. I pazienti, muniti di borse termiche e ghiaccio, devono affrontare lunghe attese, spesso superiori all’ora, con il rischio concreto di compromettere l’integrità dei farmaci salvavita. È inammissibile che l’efficacia di una terapia dipenda dalle inefficienze logistiche e burocratiche del sistema sanitario.

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Orari ridotti e attese interminabili: il caso di Barletta
La situazione della farmacia territoriale di Barletta, ospitata nell’ex ospedale di piazza Principe Umberto, è altrettanto critica. L’erogazione del servizio è limitata a soli tre giorni alla settimana, con orari ristretti, causando notevoli disagi a centinaia di cittadini. Le code interminabili e le ore di attesa sono state denunciate dal consigliere regionale di Forza Italia, Marcello Lanotte, attraverso un’interrogazione urgente al presidente della Giunta regionale. Lanotte ha sottolineato come le lunghe attese possano esporre i pazienti a rischi, costringendo i caregiver a lasciare soli a casa i propri cari, anche se allettati. La situazione, monitorata dal consigliere fin dal 2024, non sembra aver subito miglioramenti significativi, nonostante le rassicurazioni ricevute.
Le possibili soluzioni: un appello alla responsabilità
Di fronte a queste criticità, è necessario un intervento urgente e risolutivo da parte delle autorità competenti. Nel caso della farmacia ospedaliera, è impensabile che nel 2026 un servizio così essenziale sia ancora erogato in una struttura inadeguata. È fondamentale trasferire la farmacia in un edificio adeguato, in muratura e climatizzato, e intervenire sulla pavimentazione esterna per garantire un accesso sicuro e dignitoso ai pazienti. Allo stesso modo, è necessario ridurre i tempi di attesa per preservare l’integrità dei farmaci. Per quanto riguarda la farmacia territoriale di Barletta, Lanotte ha proposto alcune soluzioni concrete, come la stipula di convenzioni con le farmacie di comunità per consentire ai cittadini di ritirare i farmaci nelle farmacie di riferimento, oppure l’incremento del personale addetto alla distribuzione e al ritiro dei farmaci. È inaccettabile che i pazienti debbano affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli per accedere a cure salvavita.
Verso un sistema sanitario più umano ed efficiente
La vicenda delle farmacie ospedaliere e territoriali evidenzia la necessità di ripensare l’organizzazione e la gestione del servizio farmaceutico, mettendo al centro le esigenze e la dignità dei pazienti. L’innovazione farmaceutica non può limitarsi allo sviluppo di nuovi farmaci, ma deve estendersi anche alla creazione di un sistema di distribuzione efficiente, accessibile e rispettoso dei diritti dei cittadini. È fondamentale investire in infrastrutture adeguate, ottimizzare i processi logistici e semplificare le procedure burocratiche, garantendo tempi di attesa ragionevoli e condizioni ambientali confortevoli. Solo così sarà possibile trasformare le farmacie ospedaliere e territoriali in veri e propri presidi di salute, in grado di offrire un servizio di qualità, sicuro e umano.
Amici lettori, riflettiamo insieme su questa situazione. L’innovazione farmaceutica non si limita alla scoperta di nuove molecole, ma abbraccia l’intero percorso del farmaco, dalla produzione alla distribuzione. Un business case farmaceutico moderno deve considerare l’efficienza della logistica, l’accessibilità per i pazienti e la dignità del servizio.
Una nozione base di innovazione farmaceutica è l’ottimizzazione della supply chain, per garantire che i farmaci raggiungano i pazienti nel modo più rapido ed efficiente possibile. Una nozione avanzata è l’implementazione di sistemi di tracciabilità e monitoraggio in tempo reale, per prevenire la contraffazione e garantire la qualità dei farmaci lungo l’intera filiera.
Chiediamoci: cosa possiamo fare, come cittadini e come professionisti del settore, per contribuire a migliorare questa situazione? Come possiamo stimolare un dibattito costruttivo e promuovere soluzioni innovative che mettano al centro il benessere dei pazienti? La risposta a queste domande è nelle nostre mani.








