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- 12% dei ragazzi (14-19 anni) usa psicofarmaci senza ricetta.
- Aumento del 55% nell'uso di psicofarmaci post Covid-19.
- Il 40% degli ospiti RSA usa ansiolitici abitualmente.
Allarme sull’Uso Inappropriato di Psicofarmaci tra i Giovani: Un Fenomeno in Crescita
L’utilizzo di farmaci psicotropi senza controllo medico tra i più giovani sta diventando un problema sempre più urgente, aggiungendosi ad altri fenomeni preoccupanti come l’abuso di sostanze illecite. Questa tendenza, che interessa benzodiazepine, antidepressivi e medicinali per il trattamento dell’ADHD, desta serie preoccupazioni per la salute psichica e fisica dei ragazzi. Le modalità di reperimento sono svariate: dai furti domestici, all’acquisto via internet, fino ai canali di spaccio.

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Dati Preoccupanti e Tendenze Emergenti
Secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, il 12% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni fa uso di psicofarmaci senza ricetta, con il 2,2% che supera le dieci assunzioni al mese. Questi dati rappresentano un picco storico, evidenziando un aumento significativo del consumo mensile. In Trentino, nel 2024, approssimativamente 4 bambini e adolescenti ogni mille (nella fascia d’età 0-17) *hanno ricevuto almeno una prescrizione di medicinali come stabilizzatori dell’umore, neurolettici o stimolanti. A seguito della pandemia di Covid-19, si è registrato un incremento del 55% nell’utilizzo di psicofarmaci tra i minori. La Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile (SINPIA) stima che, negli ultimi 10 anni, a livello nazionale, sia raddoppiato il numero di giovanissimi e adolescenti presi in carico dai servizi specifici. Solo negli ultimi due anni, l’aumento nella fascia d’età 12-24 anni ha raggiunto il 30%. Per il 2025, si prevede che oltre tremila giovani trentini siano sotto osservazione dei Servizi del Dipartimento transmurale di Salute Mentale a causa di problematiche quali ansia, depressione e disturbi del comportamento alimentare (come anoressia e bulimia).
Rischi e Motivazioni dell’Abuso
L’assunzione di psicofarmaci senza controllo medico comporta rischi gravissimi, soprattutto se associata all’alcol. Questi farmaci possono indurre aggressività, amnesia e depressione respiratoria, oltre a creare dipendenza. È allarmante che molti giovani non siano consapevoli dei pericoli, con una percentuale significativa che considera l’uso di psicofarmaci non rischioso. Le motivazioni variano tra ragazzi e ragazze: le ragazze tendono a farne un uso occasionale con finalità terapeutiche percepite, mentre i ragazzi prevalgono in un consumo intensivo e ripetuto con l’obiettivo di “sballarsi”.
Il Problema dell’Abuso di Psicofarmaci nelle RSA
Un’altra area di preoccupazione riguarda l’uso eccessivo di psicofarmaci nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Un’indagine condotta in Trentino ha rivelato che il 40% degli ospiti delle RSA fa uso abitualmente di ansiolitici, ipnotici e sedativi, una percentuale elevatissima. Inoltre, il 10% degli ospiti assume farmaci antipsicotici, che possono avere effetti collaterali importanti, come l’aumento del rischio di cadute e il peggioramento del deficit cognitivo.
Verso un Approccio Integrato e Consapevole
La crescente diffusione dell’uso improprio di psicofarmaci richiede un approccio integrato che coinvolga famiglie, scuole, servizi sanitari e istituzioni. È fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi associati all’assunzione di psicofarmaci senza controllo medico, nonché favorire l’accesso a servizi di supporto psicologico e psichiatrico. La prevenzione, l’educazione e la diagnosi precoce sono elementi chiave per contrastare questo fenomeno e tutelare la salute mentale dei giovani e degli anziani.
Oltre la Superficie: Riflessioni sull’Innovazione Farmaceutica e il Benessere Mentale
L’innovazione farmaceutica ha portato allo sviluppo di farmaci sempre più efficaci per il trattamento dei disturbi mentali. Tuttavia, è essenziale considerare che l’uso dei farmaci deve essere sempre accompagnato da un approccio terapeutico integrato*, che includa la psicoterapia e il supporto sociale. Un esempio di innovazione farmaceutica in questo contesto è lo sviluppo di farmaci con minori effetti collaterali e una maggiore specificità d’azione.
Un concetto avanzato di innovazione farmaceutica riguarda lo sviluppo di terapie personalizzate, basate sulle caratteristiche genetiche e individuali del paziente. Questo approccio mira a massimizzare l’efficacia del trattamento e a ridurre al minimo gli effetti indesiderati.
Riflettiamo: l’innovazione farmaceutica è un potente strumento per migliorare la salute mentale, ma è fondamentale utilizzarlo in modo responsabile e consapevole, tenendo conto delle esigenze specifiche di ogni individuo e promuovendo un approccio olistico al benessere.








