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- Spesa farmaceutica supera il tetto di 2,85 miliardi di euro.
- Acquisti diretti sforano dell'11,64%, scostamento di 3,384 milioni.
- Gemmato chiede tavolo tecnico urgente con AIFA per la spesa.
La gestione della spesa farmaceutica in Italia è diventata oggetto di crescente tensione istituzionale. Si stanno delineando nuovi equilibri tra il Ministero della Salute e l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). A complicare la già critica situazione, scaturita dalla lettera inviata dal Ministro Schillaci che evidenziava le sue inquietudini riguardo al superamento dei limiti di spesa, si aggiunge ora l’intervento decisivo del Sottosegretario Gemmato. Questo ha mostrato un chiaro sostegno nei confronti delle posizioni espresse dal Ministro e ha sollevato la necessità di rivedere profondamente la governance dell’agenzia coinvolta.
Il Contesto della Crisi
Il fulcro della questione risiede nell’aumento incontrollato della spesa farmaceutica, un problema che affligge il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e che rischia di compromettere la sua sostenibilità. Il Ministro Schillaci, nel febbraio 2026, aveva già espresso il suo disappunto ai vertici di AIFA, chiedendo chiarimenti urgenti e sottolineando come le “polemiche interne all’agenzia hanno compromesso la credibilità complessiva del sistema di governance farmaceutica nazionale“. La risposta di Gemmato, datata 11 febbraio 2026, si inserisce in questo scenario, proponendo un confronto sul futuro dell’Agenzia e una valutazione obiettiva della performance dell’attuale governance.

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Le Proposte di Gemmato e le Tensioni Interne
Il Sottosegretario Gemmato si è mostrato decisamente critico nei confronti della dirigenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), avviando una richiesta formale per esplorare in modo più dettagliato le prospettive future dell’ente e valutare concretamente la sua operatività. Nella sua iniziativa sono previsti anche esami mirati circa la sostenibilità economica complessiva legata alla spesa per farmaci. Infine, ha proposto con urgenza l’istituzione di un tavolo tecnico con i capi dell’AIFA per discutere approfonditamente le problematiche emergenti dai dati a disposizione. Nonostante ciò, il Ministro Schillaci appare restio nell’accogliere appieno queste raccomandazioni fatte dal Sottosegretario Gemmato; questo stallo sta creando ulteriori frizioni all’interno dello stesso Ministero competente.
Le Misure in Discussione per Frenare la Spesa
In risposta all’esigenza di arginare l’incremento della spesa legata ai farmaci, sono emerse diverse proposte strategiche. Fra queste si evidenzia l’automazione di particolari sconti a carico dei produttori, accanto alla necessaria revisione del prontuario farmaceutico, richiesta da lungo tempo da specialisti nel campo come Silvio Garattini. È fondamentale considerare anche la problematica riguardante il trasferimento degli antidiabetici dalle procedure d’acquisto diretto—gestite da ospedali e ASL—verso le farmacie; una modifica che potrebbe esercitare una notevole influenza sulla già complessa questione della spesa convenzionata.
Analisi dei Numeri e delle Prospettive
Le informazioni riguardanti la spesa nel settore farmaceutico sono preoccupanti. Nel corso dei primi nove mesi del 2025, l’ammontare complessivo della spesa (composta da acquisti diretti più quelli convenzionati) si è fermato a un impressionante totale di 18,42 miliardi di euro, segnando un distacco significativo rispetto al tetto programmato con un divario che arriva fino a 2,85 miliardi di euro. Questa situazione è destinata a influenzare negativamente l’incremento previsto per il Fondo Sanitario Nazionale (FSN). Nello specifico ambito degli acquisti diretti, si nota come questi abbiano oltrepassato il limite stabilito dell’8,3% relativamente al FSN; ci si trova così davanti a una percentuale che colpisce direttamente l’11,64%, comportando uno scostamento documentabile pari a 3,384 milioni di euro. Pur rimanendo nell’incertezza riguardo ai trasferimenti delle glifozine – i cui risultati non sono ancora stati resi pubblici – le prime avvisaglie giungono portatrici di notizie promettenti.
Verso una Nuova Governance dell’AIFA? Riflessioni sul Futuro del Sistema Farmaceutico Italiano
La discussione in corso riguardante la gestione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) rappresenta un punto focale nell’ambito della salute pubblica, richiamando l’attenzione di specialisti e cittadini. L’urgenza di ripensare il quadro normativo relativo alla regolazione dei medicinali appare sempre più rilevante, soprattutto considerando le sfide sanitarie emerse a livello mondiale negli ultimi tempi. È fondamentale adottare un metodo che privilegi la trasparenza e la responsabilità nel processo decisionale, elementi chiave per consolidare la fiducia nei sistemi sanitari e proteggere il benessere collettivo. L’attuale contesto mette in luce domande rilevanti circa la gestione dell’AIFA e l’urgenza di una ristrutturazione del sistema farmaceutico italiano. La ferma alleanza dimostrata da Gemmato nei confronti del Ministro Schillaci, insieme all’idea di rivisitare la governance dell’Agenzia stessa, suggerisce un potenziale cambiamento significativo. Ciononostante, l’assenza di risposte concrete da parte del Ministro rispetto alle richieste avanzate dal Sottosegretario apre a numerosi dubbi. È imperativo seguire con attenzione gli sviluppi futuri ed ogni decisione intrapresa per assicurare tanto la stabilità del SSN quanto un accesso giusto e rapido ai medicinali per i cittadini.
In tale quadro, l’innovazione nel campo farmaceutico non può prescindere da una gestione accorta delle risorse disponibili. Un principio fondamentale è che conseguire efficienza nella spesa relativa ai farmaci non implica automaticamente il diminuire degli investimenti in ricerca e sviluppo; piuttosto si tratta di perfezionare i meccanismi riguardanti l’approvazione e la commercializzazione dei medicinali, salvaguardando però simultaneamente trasparenza e concorrenza nel settore. Riflettiamo attentamente su come sia possibile trovare un equilibrio tra innovazione e sostenibilità, assicurando che le terapie emergenti siano fruibili per tutti coloro che ne necessitano, senza però mettere a rischio la solidità finanziaria del nostro sistema sanitario. Affrontare questa sfida è indubbiamente complesso; tuttavia, essa si configura come cruciale per il futuro del nostro Paese.








