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- 40 decessi e 116 feriti nell'incendio, 11 italiani trasferiti a Milano.
- Ustioni fino al 70% del corpo per alcuni pazienti italiani.
- 15 flaconi di bromelina richiesti, costo totale circa 20.000 euro.
Un incendio in un locale notturno ha provocato il decesso di 40 persone e il ferimento di 116, molte delle quali con ustioni di grave entità. Tra i feriti, undici giovani italiani sono stati trasferiti all’Ospedale Niguarda di Milano per ricevere cure specialistiche. Tra questi, sette si trovano in condizioni gravissime, con ustioni che coprono fino al 70% del corpo e lesioni da inalazione.
In questo tragico contesto, un farmaco non molto conosciuto al di fuori degli ambienti medici specializzati sta emergendo come un’importante risorsa: la bromelina. Questo enzima, estratto dall’ananas, è impiegato nei centri specializzati nella cura delle gravi ustioni per favorire una più rapida guarigione e ridurre l’insorgenza di complicanze.
## Che cos’è la bromelina e come agisce
La bromelina è un composto enzimatico ricavato dal gambo dell’Ananas comosus. A differenza degli integratori alimentari, la bromelina utilizzata in ambito clinico è un farmaco topico ospedaliero, autorizzato in Europa con il nome commerciale NexoBrid. È specificamente indicata per il trattamento delle ustioni termiche di secondo e terzo grado, caratterizzate dalla formazione di escara, il tessuto necrotico che ostacola la guarigione e aumenta il rischio di infezioni.
La bromelina agisce attraverso un processo chiamato escarolisi enzimatica. Applicata direttamente sull’area ustionata sotto forma di gel, l’enzima dissolve selettivamente il tessuto necrotico, preservando il tessuto vitale sottostante. Dopo circa quattro ore, il farmaco viene rimosso insieme ai tessuti disciolti, lasciando una ferita pulita e pronta per le successive fasi di cura. Questo meccanismo riduce significativamente le perdite di sangue, permettendo un intervento tempestivo anche in pazienti con quadro clinico instabile.
Prima dell’introduzione della bromelina, la rimozione dell’escara avveniva principalmente tramite intervento chirurgico con bisturi. Questo metodo, pur efficace, è invasivo e comporta rischi elevati, sanguinamenti importanti e la possibile perdita di tessuto sano. La bromelina rappresenta quindi una rivoluzione nel trattamento delle ustioni, consentendo di preservare il tessuto sano e di trattare aree delicate come volto, mani e articolazioni.

## L’intervento immediato e la rete di solidarietà
Dopo l’arrivo dei feriti più gravi all’Ospedale Niguarda, è stata richiesta con urgenza una fornitura di 15 flaconi di bromelina al Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Villa Scassi di Genova, uno dei pochi centri in Italia con scorte e competenze consolidate nell’uso del farmaco. Il costo complessivo dei flaconi richiesti ammonta a circa 20.000 euro, una cifra che riflette la complessità produttiva e l’elevata specializzazione del farmaco.
I giovani italiani ricoverati nel nostro Paese presentano ustioni che vanno dal 10% al 70% della superficie corporea. Oltre alla rimozione del tessuto necrotico tramite bromelina, i protocolli terapeutici comprendono supporto respiratorio, interventi chirurgici, innesti cutanei, terapia metabolica e riabilitazione fisica. La prognosi rimane cauta e il cammino verso il recupero sarà lungo e impegnativo.
La ricerca nel campo delle ustioni sta esplorando nuovi materiali per migliorare la gestione delle ferite e delle cicatrici. Sono in corso studi su pelli di origine animale e materiali sintetici, attualmente in fase di sperimentazione, per valutarne la resistenza, la durabilità e l’efficacia nel tempo. L’obiettivo principale è attenuare gli effetti a livello funzionale ed estetico delle lesioni da ustione, migliorando così la qualità della vita dei pazienti nel lungo periodo.
La tragedia di Crans-Montana ha evidenziato l’importanza di una rete di centri specializzati e coordinati a livello internazionale. Il coordinamento tra ospedali svizzeri e italiani ha reso possibili trasferimenti rapidi e cure specifiche. In questo contesto, la bromelina si conferma uno strumento avanzato nella lotta contro le ustioni gravi.
## Un futuro di speranza e innovazione terapeutica
La vicenda di Crans-Montana ha scosso le coscienze e ha messo in luce l’importanza della ricerca e dell’innovazione nel campo della medicina. La bromelina, con la sua capacità di accelerare la guarigione e ridurre le complicanze delle ustioni, rappresenta un esempio concreto di come la scienza possa offrire nuove speranze ai pazienti. La sua applicazione tempestiva e mirata può fare la differenza tra la vita e la morte, tra una guarigione completa e una vita segnata da cicatrici e disabilità.
Parallelamente, le indagini sull’incendio proseguono. I proprietari del locale sono stati interrogati e sono indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo. A seguito del decesso dei cittadini italiani, la Procura di Roma ha avviato accertamenti per omicidio colposo plurimo aggravato e incendio, e ha disposto l’esame autoptico sui corpi. La Svizzera ha osservato una giornata di lutto nazionale, con un minuto di silenzio e le bandiere a mezz’asta.
La tragedia di Crans-Montana ci ricorda la fragilità della vita e l’importanza di investire nella sicurezza e nella prevenzione. Allo stesso tempo, ci offre un esempio di resilienza e di speranza, grazie all’impegno dei medici, dei ricercatori e delle istituzioni che lavorano per alleviare le sofferenze delle vittime e per costruire un futuro più sicuro.
Amici lettori, riflettiamo un attimo. La bromelina, questo enzima estratto dall’ananas, ci insegna una lezione fondamentale sull’innovazione farmaceutica. A volte, la soluzione a problemi complessi si trova inaspettatamente in elementi naturali, come un frutto esotico. Questo ci spinge a considerare come la ricerca e lo sviluppo farmaceutico possano trarre ispirazione dalla natura, aprendo nuove frontiere nella cura delle malattie. Pensate a come la scoperta della penicillina dalla muffa ha rivoluzionato la medicina! Allo stesso modo, la bromelina ci invita a esplorare le potenzialità nascoste nel mondo naturale per migliorare la nostra salute e il nostro benessere.
E se volessimo spingerci oltre? Immaginate un futuro in cui la nanotecnologia ci permetta di creare “cerotti intelligenti” imbevuti di bromelina, capaci di rilasciare l’enzima in modo controllato e mirato, accelerando ulteriormente la guarigione delle ustioni e riducendo al minimo il rischio di infezioni. Questo scenario, apparentemente futuristico, ci mostra come l’innovazione farmaceutica possa combinare le proprietà curative di elementi naturali come la bromelina con le potenzialità offerte dalle tecnologie più avanzate, aprendo nuove prospettive nella cura delle ustioni e di altre patologie.








